sabato 2 agosto 2008

Da Napoli a Trento: SCEC, lo Sconto ChE Cammina

Se ne parla dappertutto dello SCEC e non solo in Italia. L'acronimo è un pochino forzato ma si riferisce a una famosa battuta del grande Totò e, d'altra parte, si è alla ricerca di una qualche attinenza, anche se ironica, con i mezzi di pagamento correnti. Lo Scec nasce a Napoli ed è un progetto di moneta complementare innovativo rispetto agli altri già in essere in diverse parti del mondo.

Lo scopo degli Scec è creare ricchezza nel territorio, intendendo per tale una zona piuttosto ristretta: una città, un rione, una comunità, ecc. Lo Scec ha forma cartacea e attribuisce al portatore un'aspettativa di sconto, che può oscillare tra il 10 e il 30%, presso gli imprenditori o prestatori di servizio convenzionati a opzione degli stessi. Il pagamento viene effettuato con Euro e la percentuale scontata si giustifica con la consegna degli Scec.

Lo sconto è fittizio perché riguarda solo il minor quantitativo di Euro ricevuti. Gli Scec integrano di fatto il prezzo totale della merce o del servizio. Il negoziante in realtà vende a prezzo pieno perché gli Scec ricevuti gli consentono a sua volta di usufruire, nel circuito degli aderenti al progetto, di sconti nell’acquisto di merci e servizi ad uso aziendale o personale. Il giro di affari delle ditte convenzionate aumenta quindi a scapito soprattutto delle grandi catene di distribuzione, che vengono accusate di non creare ricchezza nel territorio dove producono i loro redditi, se si escludono gli stipendi che erogano e che vengono definiti “da fame”. Ci sarebbe anche l'accusa in capo a questi grandi distributori di aver costretto a chiudere tanti piccoli negozi creando disoccupazione.

Gli Scec vengono immessi nel circuito convenzionato principalmente con la consegna di un certo quantitativo a coloro che aderiscono al progetto. Il signoraggio e cioè il guadagno effettivo di prima emissione dato dalla differenza tra il valore intrinseco della moneta e il valore ad essa attribuito resta ai consumatori finali, il che rappresenta un aumento del potere di acquisto delle famiglie. Sono previsti anche finanziamenti in Scec senza interessi e piccole immissioni a fronte di spese di gestione e produzione degli stessi.

Lo sconto cammina. Se cammina circola, se circola non è uno sconto. Gli ideatori invece parlano solo di sconto. Un documento cartaceo con potere di acquisto, anche se complementare, al di là di come lo si voglia chiamare è senza ombra di dubbio un mezzo di pagamento pur non essendo una moneta nel vero senso della parola. Invece il venditore o prestatore di servizio aderente al progetto non è obbligato ad accettare lo Scec: si è in presenza ogni volta di un vero e proprio sconto. Ecco materializzarsi sulla base della solidarietà e della reciproca fiducia una realtà che aumenta il volume e la frequenza delle vendite all’interno del gruppo convenzionato, che consente la creazione di posti di lavoro e di ricchezza nell’ambito di una comunità di dimensioni relativamente ridotte e che rappresenta un vero e proprio risparmio fiscale con tutti i crismi della legalità.

A Trento, è notizia recente, la giunta provinciale ha approvato l’avvio di un progetto Scec nel suo territorio. A un tiro di schioppo, nel Tirolo austriaco, da qualche anno circola la "Tiroler Stunde", altra moneta complementare che si rifa alla "Hour" di Ithaca (New York). Questa moneta fa riferimento al costo di un'ora di lavoro come base di calcolo del suo potere di acquisto. Per esempio 1 Hour di Ithaca vale 10 US$, 1 Tiroler Stunde vale 20 Euro. Esistono biglietti o monete multipli o sottomultipli di queste “ore" ma non si fa mai riferimento alla valuta (US$ o Euro) della quale sono complementari. I pagamenti con queste monete possono essere anche totali e non solo parziali e dal punto di vista fiscale le imprese devono sottoporre a tassazione l'intero importo. È chiaro che oltre al beneficio relativamente allo sviluppo economico territoriale vero e proprio c’è sempre il business degli acquisti da parte dei collezionisti numismatici ai quali, con ogni probabilità, sono maggiormente orientati i tirolesi che coniano monete metalliche ciò che negli Stati Uniti sarebbe invece vietato.

Le monete complementari non rappresentano una realtà talmente diffusa da poter essere prese seriamente in considerazione. Hanno, comunque, il pregio di attirare la nostra attenzione su un aspetto del vivere quotidiano sul quale siamo particolarmente ignoranti: la moneta. La parola in sé ha un'origine divina. Moneta era l'appellativo dato dai Romani alla dea Giunone, lei avrebbe svegliato il console Manlio facendo starnazzare le oche capitoline, permettendo di sventare l’incursione dei Galli di Brenno nella città eterna. Moneta dal verbo "monere", avvertire. Vicino al tempio di Giunone Moneta si eresse la zecca di Roma nel 269 a.C. e l'appellativo della dea velocemente sostituì la parola "nummus". Se non proprio divina la moneta ha in sé qualcosa di magico: il valore intrinseco può essere ridicolo rispetto al valore convenzionale e a sostegno di questo c'è sempre e soltanto la fiducia! Al riguardo mi sembra doveroso riportare la citazione di Henry Ford ( Ford Motor Company ):
«Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione.»
Armando C. Tavano

lunedì 14 luglio 2008

Requisiti per contrarre matrimonio nella Repubblica Dominicana



Per contrarre matrimonio nella R.D. esiste un requisito minimo di età che per l'uomo è di 16 anni e per la donna di 15. I contraenti devono essere liberi da vincoli matrimoniali e devono dare il loro consenso alle nozze. La mancanza di uno di questi requisiti può comportare l’annullamento da parte delle autorità dominicana del matrimonio. Inoltre gli stranieri che desiderano contrarre matrimonio nella R. D. devono presentare i seguenti documenti:
• Passaporto originale e copia della pagina contenente l’informazione biografica di detto passaporto;
• Copia della pagina dove figura il timbro di entrata nel paese
• Prova della residenza dominicana (qualora non fosse residente deve pagare una tariffa addizionale e deve presentare la sua carta di turismo)
• Dichiarazione giurata davanti a un pubblico notaio dichiarando il suo stato libero e la sua intenzione di contrarre matrimonio; la dichiarazione giurata deve essere successivamente legalizzata presso la Procura Generale della Repubblica.
• Copia del suo certificato di nascita e traduzione legale di detto certificato;
• Se il contraente è divorziato copia del certificato di divorzio e traduzione legale di detto certificato;
• 2 testimoni non parenti.
Inoltre le leggi dominicane richiedono che si faccia la pubblicazione del matrimonio prima della data delle nozze.
Tariffe:
Matrimoni celebrati presso l’Ufficio di Stato Civile
• Se entrambi sono stranieri non residenti nella R. D.: RD $10.000,00
• Uno dei due è straniero non residente nella R.D.: RD $5.000,00
• Entrambi sono stranieri residenti nella R.D.: RD $1.000,00
Celebrazione delle nozze al di fuori dell’Ufficio di Stato Civile (se l’ufficiale di stato civile deve trasferirsi al di fuori dell’Ufficio di Stato Civile per celebrare le nozze)
• Entrambi sono stranieri non residenti: RD $15.000,00
• Uno dei due è straniero non residente: RD $8.000,00
• Entrambi sono stranieri residenti: RD $3,000.00
http://www.usemb.gov.do/Consular/ACS/marriage_DR-s.htm

Associazioni "regolarmente costituite e riconosciute"

Vorrei anch'io contribuire a chiarire alcuni aspetti del tema che ha interessato la nostra comunità negli ultimi giorni e cioè quello delle associazioni e di come esse vengono costituite.

Innanzitutto esiste il riferimento nella lettera del presidente del Co.mi.tes alle associazioni italiane "regolarmente costituite e riconosciute".
Al riguardo bisogna precisare che per "regolarmente" si intende "legalmente" e quindi "a norma di legge". Un'associazione non costituita regolarmente non sarebbe perciò illegale, verrebbe semplicemente retta da altre norme del codice civile, si avrebbe a che fare quindi con una "società irregolare" oppure "un'associazione non legalmente costituita".

Per associazione riconosciuta si intende un'associazione con personalità giuridica. Fintanto che l'associazione regolarmente costituita non ha ottenuto da parte dell'autorità competente tale riconoscimento essa sarà priva di personalità giuridica.
Si tratterà allora di una società regolarmente o legalmente costituita non riconosciuta.
Per esempio nella R. Dominicana il riconoscimento avviene con decreto del Presidente della Repubblica.

Il fatto che l'associazione sia regolarmente costituita e riconosciuta nulla ha a che fare con lo stato di legalità della stessa. Il codice civile italiano (e dominicano) prevede semplicemente diverse disposizioni per ogni tipo di associazione. Tant'è che potrebbe essere illegale anche un'associazione regolarmente costituita e riconosciuta. Dipende da cosa fa e da come lo fa.

Nella lettera a cui faccio riferimento sembrerebbe di intravvedere alcune allusioni a una qualche attinenza tra forma dell'associazione e truffa nei confronti dei connazionali.
Ovviamente da quanto sopra esposto tale collegamento è da scartare nel modo più assoluto.
Sembrerebbe, inoltre, che il Consolato tra gli altri compiti che svolge abbia pure quello di riconoscere le associazioni. Premetto che non si tratta di una mia idea ma che ne ho sentito parlare qua e là e che quindi si debba fare una precisazione al riguardo: Questa non è una funzione del Consolato!

Vorrei aggiungere ancora che secondo me l'associazionismo è sempre positivo, soprattutto lontano dalla propria terra. Non c'era niente di peggio per gli antichi che vivere esiliati. E benché il nostro sia un esilio volontario, per certi aspetti non è meno crudele. Le associazioni servono a farci incontrare, a farci conoscere meglio, a farci avere informazioni importanti, magari anche soluzioni a qualche nostro problema, a farci parlare, pensare, mangiare e bere italiano. Se vi sembra poco!

Ben vengano allora le associazioni regolarmente costituite e non, riconosciute e non!
Cordiali saluti.
Armando C. Tavano

I SOLDI, QUESTI SCONOSCIUTI

Succede che siamo così presi dalla routine quotidiana che non ci fermiamo mai a pensare all'essenza delle cose.
Per esempio i soldi, questi sconosciuti, cosa sappiamo di loro?
Molto poco. Sappiamo che servono per fare incassi e pagamenti. Sappiamo che si presentano sotto forme diverse: moneta metallica, carta moneta, assegni, carte di credito e trasferimenti bancari sui conti. Sappiamo che assegni, saldi di conti correnti, ecc. volendo, si possono trasformare in carta moneta, che in definitiva insieme alla moneta metallica rappresenta il contante vero e proprio.
Prendiamo un biglietto, che ne so, da 500 Euro e uno da 100. In cosa divergono questi due biglietti?
Logicamente nei valori nominali.
Ma da un punto di vista concreto, reale, di cosa sono fatti questi biglietti?
Sono fatti di carta diversamente colorata e stampata, il cui costo si avvicina ai 3 centesimi di Euro.
E allora perché hanno un potere di acquisto migliaia di volte superiore?
Qualcuno dirà che rappresentano un credito nei confronti di non si sa chi. Ma non è così. Un tempo esisteva la convertibilità in oro ma da ormai oltre trent'anni questa non esiste più.
E allora perché i soldi valgono?
Valgono perché per legge hanno circolazione forzosa, perché noi siamo convinti che valgano. perché la nostra vita di ogni giorno è imperniata sui soldi, che rappresentano un vero e proprio postulato circolante.
E questo divario tra il valore della carta e il valore nominale del biglietto a chi spetta? Per esempio a chi spettano i circa 500 Euro di differenza tra il costo del biglietto e il suo valore nominale?
Questa differenza spetta a chi emette la moneta, a chi, quindi, la immette in circolazione. Si chiama “reddito monetario” o “signoraggio”. Ecco, un tempo spettava al Cesare, poi allo Stato e oggi alla Banca Centrale, nel nostro caso alla Banca d'Italia.
E la Banca Centrale Europea?
La BCE può emettere fino all'8% del circolante complessivo, ciò che di fatto non fa, Essa stabilisce quale parte di questo reddito monetario appartenga ad ogni banca centrale secondo delle percentuali fisse sull'emissione monetaria complessiva assegnate ad ogni paese. Per esempio se la Banca d'Italia ha emesso 10 miliardi di Euro questi non sono da considerare reddito monetario finché la BCE non stabilisca definitivamente l'entità di questo reddito in base alla percentuale di ripartizione attribuita all'Italia che è di circa il 14% sull’emissione complessiva e che si modifica ogni volta che altri stati entrano a far parte dell'Unione. Se l’Unione Europea non avesse previsto il riconoscimento del reddito monetario agli stati membri probabilmente essa, l’Unione Europea, non esisterebbe. Nessun paese vi avrebbe aderito, o meglio, nessun paese che non fosse governato da traditori meritevoli di fucilazione immediata.
Il reddito monetario effettivo riconosciuto alla Banca d'Italia potrebbe essere inferiore o superiore a quello della vera e propria emissione e tale differenza darebbe luogo a dei conguagli fra banche centrali.
Leggevo l’altro giorno in un articolo di Antonino Amato che l’Italia ha rinunciato al signoraggio a favore della BCE.
Non è così. La Banca d’Italia continua a emettere moneta e il reddito monetario o signoraggio viene riconosciuto ad essa come a tutti gli altri paesi europei. Le norme comunitarie regolano con grande precisione la distribuzione del reddito monetario agli stati membri.
Cosa succede in Italia?
Perché è evidente che di questo reddito monetario non c'è alcuna traccia e non se ne fa mai parola quando si menzionano le risorse dello Stato. Più di qualcuno pensa, infatti, che ci abbiamo rinunciato quando abbiamo sostituito la Lira con l'Euro. No, il reddito monetario va a finire tra le attività della Banca d'Italia, il problema è che la Banca d'Italia non è di proprietà dello Stato. Lo Stato ne possiede soltanto il 5%. Quando Romano Prodi privatizzò le banche che erano statali e che erano proprietarie della Banca d'Italia, privatizzò di conseguenza anche la Banca d’Italia e pochi se ne accorsero. In Italia non è più lo Stato a battere moneta, né direttamente, né indirettamente, ma una banca privata, la Banca d'Italia appunto.
Il passato governo Berlusconi con la Legge 262 del 28 Dicembre 2005 stabilì che entro il 2008 le quote di partecipazione a Bankitalia attualmente in mano a imprese private sarebbero passate allo Stato. Speriamo bene! Il reddito monetario che si riversa di fatto ogni anno sulla Banca d'Italia supera i 10 miliardi di Euro. Che poi questo reddito venga mascherato alla meglio, questo è un altro paio di maniche. Comunque è lì, incluso tra le attività del suo (Bankitalia) bilancio e compensato da un debito di uguale misura inesistente.
Romano Prodi il re dei tagli grandi e piccoli alla spesa statale, il paladino della lotta contro l'indebitamento pubblico, il fautore di nuove tasse e balzelli di ogni tipo, Romano Prodi ripeto, mentre occupava una delle più alte cariche dello Stato italiano ha privato l'Italia di una delle sue principali risorse: la Banca d'Italia. Purtroppo la realtà supera spesso la fantasia! Siamo in presenza di una questione di sovranità nazionale che non dovrebbe essere presa alla leggera.
Armando C. Tavano

martedì 8 luglio 2008

Il comico e gli italiani veraci

Un comico è un comico. Il suo mestiere è far ridere il pubblico. E' così che si guadagna la vita. Sceglie un tema e lo sviluppa in modo tale da provocare in chi ascolta l'ilarità. Contano molto il tono, le pause, la gestualità, la mimica e ..i peni. Sì, certi comici usano la parola pene o meglio il suo sinonimo più volgare a mo' di ritornello. Chissà perché tanti italiani davanti a un "c.zzo" pronunciato con forza e magari sporgendosi in avanti e aprendo le mani si mettono a ridere.
L'effetto è simile alle risate di sottofondo dei programmi comici americani. Il comico è un professionista e come tale non deve lasciare niente al caso. L'argomento da svolgere può essere uno qualunque, l'importante è che sia in grado di dare spunto a dei ragionamenti che per la loro assurdità provochino una risata spontanea. La descrizione puntigliosa, il paradosso, l'assurdo e ..il pene, ecco la ricetta magica dell'effetto comico di un discorso. Mi riferisco a Beppe Grillo, proprio a lui. Un comico che fa politica? Niente affatto! Non è il suo mestiere. Ci sono tanti comici che scelgono argomenti che riguardano la vita politica e, facendo leva su dei luoghi comuni, imbastiscono dei ragionamenti che raggiungono l'effetto di provocare l'ilarità. L'unico scopo del comico è quello di far ridere il suo pubblico e di lucrarci su, non quello di fare politica. Si tratta semplicemente di pene-ragionamenti o "ragionamenti del pene" sia per la loro incoerenza, sia per la costante ripetizione di "c.zzo" ogni quattro o cinque parole, tanto per rilassare lo spettatore e provocare in lui un sorriso, preludio di una risata divertita. I pene-ragionamenti di un pene-comico oppure i ragionamenti del pene di un comico del pene oppure..insomma fate voi! Non è politica, questo è poco ma sicuro. Tantissimi pensano di essere in presenza di un super eroe, di qualcuno che mette il dito sulla piaga del malgoverno e della corruzione e ascoltano i suoi discorsi a bocca aperta come se a profferire quelle parole scurrili fosse un semidio. No, non si tratta né di un semidio né tanto meno di un politico, si tratta semplicemente di un comico e sapete quale differenza c'è fra un comico e un clown? Beh, il clown fa piroette e acrobazie, il comico invece gioca con le parole e con i temi che espone in modo da raggiungere l'effetto desiderato, che è per entrambi lo stesso: far ridere il pubblico. In fondo sono colleghi, il comico e il clown. Ci aspetteremmo forse da un clown il ruolo di salvatore della patria? No di certo. E da un comico? Scusate se rido ma l'assurdo e il paradosso, come dicevo prima, sono ingredienti fondamentali per stimolare l'ilarità. Non solo Beppe Grillo non è un soggetto politico come lo definisce il giornalista Santoro, ma non ha nessuna intenzione di esserlo. Non ci vuole tanto per capirlo.In Italia non servono discorsi ridicoli, servono discorsi attraverso i quali si propongano soluzioni che ci possano aiutare a levarci il cappio dal collo, che ci facciano uscire dalla situazione precaria nella quale ci troviamo. Ci vogliono discorsi e decisioni coraggiosi. Ci dobbiamo preparare a dure battaglie contro gli interessi dei manovratori internazionali al fine di recuperare la nostra piena sovranità economica. Ma ringraziando Iddio siamo in buone mani! Cito una delle prime dichiarazioni del Presidente del Consiglio neo-eletto a difesa della nostra compagnia aerea di bandiera: Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E' una minaccia, non una decisione". Bravo presidente! Queste sono parole altro che le fandonie del comico attira folle! Dal canto suo il ministro dell'Economia, l'intellettuale Giulio Tremonti, ha assicurato che verrà eliminata l'ICI e la tassazione sugli straordinari. Misure che comporterebbero minori introiti per 4 miliardi di Euro. La copertura? Non un "tesoretto" o extra-gettito fiscale di cui si supponeva l'esistenza e che invece non c'è, ma "i sacrifici delle banche e di chi incassa la rendita petrolifera, non certo dei poveri". Anche qui mi levo tanto di cappello! La questione bancaria va presa subito di petto!Ecco due uomini come noi, che ci tengono al loro Paese, che non devono far ridere nessuno, devono, questo sì, rappresentare al meglio e in qualunque sede i nostri interessi. Non confondiamo gli uomini coraggiosi, italiani veraci, che cercano di risollevare le sorti della Nazione, con i menestrelli scurrili, perché gli obiettivi di entrambi sono molto diversi. Il nostro destino dipende dai primi, i secondi vogliono farci ridere e basta e non ci pensano nemmeno a essere presi sul serio, anzi. Non confondiamo il sacro con il profano!
Armando C. Tavano

FIESTA DE LA CULTURA ITALIANA

El Casino Hispaniola y el Comité italiano residente en Santo Domingo organizaron la segunda edición de la Fiesta de la Cultura Italiana. En medio de centenares de aficionados al juego de azar se exhibieron artículos de artesanía y de gastronomía italiana. En el escenario solistas y conjuntos musicales llenaban el gran salón del Casino Hispaniola de agradables melodías creando una atmósfera alegre y, en lo que respecta a los numerosos italianos presentes, nostálgica. Las exposiciones estuvieron a cargo de:
Lo Monaco Sergio: Lo Monaco S.A. Bultos y maletas en piel. Hace trece años que Sergio se encuentra en el país junto con su esposa María y su hijo Massimo. Los bultos y maletas se confeccionan en su fábrica con una terminación y un estilo de gran nivel. Otro producto muy solicitado de la fábrica de la familia Lo Monaco es la carpeta de piel para menús de restaurantes.
Franco Dell’Argine: “Gli Artigiani”, comerciante y artesano de artículos de piel junto con Roberto Accini: sandalias, chancletas de mujer con suela de madera y de hombre con plantilla de piel importada de Italia, zapatos ortopédicos hechos a medida y naturalmente correas, siempre de piel verdadera.
Franco Curcio: Antipasto e Sapore. Gastronomía de la Emilia-Romaña. Los productos típicos de esta región están a la venta en el negocio de la Avenida Enriquillo esquina Caonabo con un pequeño restaurante al lado (se requiere reservación).
Ennio Ferrigo: Matriz Idromassagie. “Fizzi” es un aparato que produce ozono para hidromasaje. El ozono elimina todas las bacterias que se encuentran en el agua. Una garantía para bañarse con agua estéril.
Ilio Falaschi: Técnico naturalista. Licenciado en “Tecniche erboristiche” egresado de la Universidad de Siena. Importa y confecciona para la venta al por mayor artículos de herboristería.
Pasquale Teora: Artículos de ojería. Producción de artículos de bisutería en larimar y ámbar.
Francesco Iaconeta: Il Buongustaio. Su especialidad es la cocina creativa mediterránea. Egresado de la “Scuola alberghiera di Vieste”, hace tres años que se encuentra en el país. Pertenece al “Ordine dei Maestri ed executive Chef”, organización muy exclusiva que cuenta en toda Italia con unos cien miembros. ¡Uno de los mejores cien chefs de cocina italianos está aquí en Santo Domingo! Fue chef en el Grand Hotel Royal e Golf de Courmayeur. Fue también chef executive de “viaggi del ventaglio”. Pudimos saborear los siguientes platos firmados por él: el martes orecchiette pugliesi, el miércoles un “risotto ai funghi” y el jueves pasticcio. Todo sabrosísimo.
George Corbin: Montebianco. A pesar del nombre y del apellido ingleses se trata de un italiano auténtico con acento lombardo aunque de padre inglés y de madre campana. Es una heladería moderna destinada a difundirse en todo el territorio nacional en franchising. En breve abrirán un punto en la Plaza Universitaria, Av. Sarasota entre la A. Lincoln e la W. Churchill. A propósito, les recomiendo los helados hechos de pura fruta. Pronto van a estar a la venta también los típicos “semifreddi” (profiterol, tartufo, tiramisú, etc.) ¡No hay esperanza para los gordos...!
Pizzería Volare: El viernes en la noche estuvo a su cargo la preparación de la pizza y dicen que fue todo un éxito.
Músicos: Giacomo Marano. Se los recomiendo. Su pianola es una orquesta ambulante y tiene un repertorio entusiasmante y una voz nítida y entonada. Giovanni el guitarrista o Johnny Cash: Así es como todos lo conocen. Tal vez, digo yo, quien sabe, porque acepta sólo pagos en efectivo...Le pedí su tarjeta y ésta llevaba ese mismo nombre. Es muy buen guitarrista y tiene un repertorio de canciones que se adapta muy bien a su voz. Entre los dos amenizaron extraordinariamente la noche del miércoles. No faltó la música en ningún momento y la alegría fue enorme ¡Gracias a los dos!
Italy and Italy: Óptimo conjunto con un cantante excepcional: Gaetano (Nino) Lancella. Buena voz, buen movimiento en el escenario, gran simpatía y gran amor por la música y por su tierra. Todo un profesional. Sin embargo a Nino lo conocemos sobre todo como secretario del Comites. Con el éxito de este evento Gaetano Lancella tiene mucho que ver. ¡Felicitaciones Nino!
Show en vivo de las “Sorelle Bandiera”: Se habló extraordinariamente bien de este show incluso se había previsto su repetición.
Cabe destacar que el embajador de Italia doctor Enrico Guicciardi estuvo presente en la inauguración del evento.
Entonces, les puedo dar la primicia de que esto se repetirá pronto en Santiago y de que antes de que termine el año lo vamos a tener de nuevo en Santo Domingo pero esta vez en mayor escala. ¡Así que a participar todos!
Una mención aparte merece La Asociación de la Emilia-Romaña, que hizo acto de presencia activa durante toda la semana con una mesa llena de folletos informativos de la región y de formularios para la inscripción al AIRE. Hay muchos italianos que de hecho residen aquí pero que no formalizaron su inscripción al AIRE. Muy interesante la iniciativa de don Aldo Burzatta, cuya asociación cuenta ya con 60 socios.
El evento fue todo un éxito, ¡que se repita!
Armando C. Tavano

lunedì 7 luglio 2008

Intervista a Ivo Bellaccini - Associazioni italiane che si danno da fare nella R. Dominicana


In seguito alle polemiche sulle associazioni e sul modo in cui queste vengono costituite che sembrerebbe essere più importante di quello che esse effettivamente fanno, ho pensato di intervistare l’amico Ivo Bellaccini, presidente dell’associazione, irregolare ma non illegale, dei pensionati, con sede in Boca Chica:
1) Quando hai fondato la tua associazione?
Nel mese di settembre 2007
2) Come l'hai fondata, avete fatto un atto scritto fra di voi, l'avete sottoscritto, c'è una bozza di statuto, quanti sono i soci fondatori, che struttura avete, avete una sede, un telefono, un email, un fax?
Abbiamo fatto un atto notarile tra noi, regolarmente registrato a Boca Chica. I soci fondatori sono sette, non abbiamo sedi ufficiali, né telefono, né fax, solo la e-mail.
3) Quanti siete ora, siete tutti a Boca Chica, vi trovate ogni tanto, dove?
avuto adesioni da tutte le parti del mondo. Non abbiamo messo una quota di iscrizione. Ci riuniamo ogni tanto dove capita.
4) Avete un notiziario molto interessante, come ti è venuto in mente quella iniziativa, qualcuno ti dà una mano?
Certo la collaborazione della gente è necessaria, mi segnalano eventi ed articoli dei vari giornali italiani e dominicani, purtroppo non possiamo accontentare tutti.
5) So dell'iniziativa delle tombe degli italiani che si trovano sepolti nei cimiteri dominicani, parlami di altre iniziative.
Banca del sangue a San Pedro de Macorix dove è possile trovare il sangue per chi ne ha necessità a 2200 pesos a pinta senza aver l'obbligo di portare il donatore. Prossimamente vogliamo dar vita ad un gruppo di donatori di sangue.
6) Molti di voi hanno fatto le polizze con l'intermediazione del MIR, parlami della vostra esperienza al riguardo.
Abbiamo avuto problemi di carattere organizzativo all'inizio ma ora sono tutti risolti grazie anche alla collaborazione di tutti i dirigenti del MIR.
7) Attività politica?
Ero segretario azzurro di Boca Chica, mi sono dimesso quando ho deciso di dar vita ad una organizzazione che difendesse i pensionati e volevo che fosse autonoma dai partiti, per quanto riguarda i rapporti politici li ho in modo particolare con l'on. Marco Zacchera, il quale ha riconosciuto pubblicamente che alcune nostre richieste sono giuste, per esempio la detassazione della pensione per tutti gli iscritti A.I.R.E in modo che con i soldi risparmiatici si possa fare un’assicurazione medica efficiente per tutelare la salute dei pensionati e delle loro famiglie. Questo è lo scopo per cui siamo nati. L'altro era di creare un ufficio patronale efficiente, ma ancora non ci siamo riusciti per le gelosie di alcuni esponenti di spicco di certe associazioni “legali” della Repubblica Dominicana.
8) Sei sposato, hai figli, lavori o ti dedichi soltanto a queste iniziative a favore della comunità italiana?
Non sono sposato almeno per ora, ho lavorato in Italia per 40 anni, mi dedico soltanto a queste cose, però devo aver pestato i piedi a qualcuno, perché senza mai nominarmi, dicono che sono come Pacciani, pedofilo e comunista! Meno male che tutto il mondo sa, tramite il Notiziario, che avevamo invitato, dopo la presa di posizione pubblica di Zacchera, a votare il Partito della Libertà e a dare la preferenza ad Arcobelli, cosa che molta gente ha fatto perché le preferenze di Arcobelli sono state molte nella Repubblica Dominicana.
9) Ritieni che il Consolato non sappia dell'esistenza della vostra associazione?
L'ambasciatore ed il Consolato sanno della nostra esistenza, gli inviamo il nostro Notiziario, perciò se avessimo fatto delle cose illegali ci avrebbero chiamato, il fatto che non l'abbiano fatto conferma che siamo nel giusto.
Conclusioni:
L’associazione pensionati è una associazione non legalmente costituita ma non per questo illegale. Ivo dice che non ha sede, invece dal punto di vista legale la sede è la sua casa. E’ un’associazione legale, quindi, anche se non regolarmente costituita e non riconosciuta, ma queste cose non sono indispensabili perché possa esistere un’associazione. Importante è che sia attiva e penso che su questo non ci possano essere dubbi. Iniziative dell’Associazione pensionati:
1) Notiziario plurisettimanale inviato per posta elettronica con notizie prevalentemente locali e informazioni e consigli utili per gli italiani residenti nella R.D. Alla redazione di questo notiziario partecipano attivamente diversi connazionali.
2) Si impegna per ottenere la detassazione dei redditi da pensione in Italia.
3) Fornisce informazioni agli italiani residenti su polizze di assicurazione sanitaria. Il punto dolente per tutti noi che abitiamo qui è proprio la copertura assicurativa in tal senso.
4) Ha organizzato una banca del sangue a San Pedro de Macorix.
5) Si interessa anche delle tombe dei connazionali che si trovano sepolti nei cimiteri della R. Dominicana.
6) E’ un punto di riferimento per i pensionati italiani che abitano nella R.D. e particolarmente dalle parti di Boca Chica.
Insomma, l’amico Ivo si dà da fare e insieme a lui anche altri connazionali. Loro si sono proposti di autosciogliersi una volta raggiunti gli obiettivi. Penso invece che una volta raggiunti quelli ce ne saranno degli altri. Bravi, bravissimi, continuate così e non date retta a nessuno!

Armando C. Tavano

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